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Davide Santacolomba: alcune informazioni prima di conoscerlo

DAVIDE SANTACOLOMBA_PIANO

Davide Santacolomba è un ragazzo palermitano di trent’anni. È stato ammesso dopo una durissima selezione ad un master di perfezionamento a Lugano, in Svizzera e i suoi concerti sono seguitissimi in Italia. Riesce solo a “percepire i suoni”, ma con un Impianto Cocleare ora può amplificarli. “Ogni volta che ne scopro uno sono incredulo“.

È straordinario che Davide abbia cominciato a parlare da subito e discretamente bene. “Con la mia sordità dovrei parlare molto male e in maniera un po’ piatta, invece ho comunque avuto subito una buona intonazione”, spiega. Per la musica, il discorso è diverso. “Esistono ciechi che suonano e che con la loro visione immaginaria del proprio strumento, con un tatto ed un udito molto sviluppato riescono a suonare, ma esistono davvero pochissimi musicistisordi. Io un pianista sordo non l’ho ancora conosciuto”, sorride.
Cinque anni fa a Davide hanno fatto un Impianto Cocleare, che gli permette di percepire meglio i suoni e amplificarli. “Ogni volta che scopro un suono nuovo sono stupito, felice e incredulo. Un esempio? Lo scontro dei calici per un brindisi. Ma anche il mare, i gabbiani, il rumore delle foglie calpestate. Ho scoperto che le donne, spesso, hanno un tono di voce molto alto”, ride. La difficoltà più grande è la percezione dei suoni acuti. Per comporre la sua musica, così, Davide studia le note nella parte bassa del pianoforte (quella più grave), per poi ricostruirle nella parte acuta. “Ho recuperato due ottave sopra il do centrale e ne riesco a capire intonazione e intensità, ma salendo ancora di frequenza è tutto molto indefinito”.

SANTACOLOMBA_ BIODavide compone musica autonomamente e si impegna in concerti seguitissimi in tutta Italia. Un’occasione unica anche quella di Parma, il 29 settembre 2018 all’Auditorium Paganini. Ci sono tutte le premesse per un Sold Out, speriamo ci sia posto per tutti.

La musica è un mondo difficile: “Siamo artigiani che mirano alla perfezione delle forme, dei contadini che lavorano sodo per mantenere le loro serre”, spiega. Il suo sogno, comunque, è quello di diventare un concertista di musica classica. “Come mi immagino tra dieci anni? Con un pianoforte – sorride –, in giro per i teatri di tutto il mondo”.
Ingresso libero con prenotazione a verdioff@teatroregioparma.it

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Meeting Salute di Rimini 2018: un workshop sulla sordità

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Quest’anno al Meeting Salute di Rimini il Prof. Vincenzo Vincenti ha partecipato con un workshop sulla perdita dell’udito “LA SORDITà – IL DEFICIT INVISIBILE”.
È stato un grande successo sia per quanto riguarda la partecipazione che per l’interesse degli argomenti trattati.
Sordità a 360 gradi, dall’infanzia al mondo degli anziani, senza escludere le fasce intermedie, negli ultimi anni anche molti giovani hanno problemi di udito ed è un dato importante per tutta la società.

Potete veder l’intervista completa del professore nella quale spiega come stanno evolvendo le cose anche nel campo dell’udito.

 

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Dagli archivi della Rai un servizio sulla sordità

Cercando alcune cose che riguardano la sordità, siamo “inciampati” in un servizio di MEDICINA 33 di qualche anno fa sulla sordità, tra l’altro è stato girato proprio a Parma. È sempre interessante, nonostante sia passato un po di tempo, anche per capire come funziona un impianto coclearie.
La paziente che si vede alcune volte è la nostra piccola Marta che non perdiamo l’occasione di salutare.schermata-2018-03-06-alle-16-50-47-e1520351284806.png

X vedere il servizio: http://www.rai.it

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Ritornata al mondo dei suoni

summer

Pochi giorni fa siamo venuti a conoscenza dell’esperienza di Tina, una ragazza 23enne che ha perso l’udito totalmente nel giro di un anno. Si è sottoposta all’impianto coclearie con ottimi risultati.

Siamo molto contenti per lei e siamo curiosi di conoscerla. Speriamo che faccia presto parte della nostra grande famiglia di SENTO.

 

FONTE: qsalute

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3 marzo 2017: giornata mondiale dell’udito

Il 3 marzo scorso è stata la giornata mondiale dell’udito, handicap che coinvolge più di 7 milioni di persone (circa l’11,7% della popolazione italiana).

Ci sono storie di ogni tipo, con alcuni punti in comune per tutti: lo shock iniziale (o la presa di coscienza del problema), la riabilitazione, le difficoltà quotidiane, il confronto con la burocrazia e spesso – fortunatamente – il superamento dell’handicap.

Ognuno ha la sua storia, e il suo modo di affrontare la sordità. Ci sono viaggi della speranza (spesso dal sud verso i centri rinomati) e scelte “differenti” di comunicare (come la LIS).
Oppure l’IC: L’essere impiantati da giovani o giovanissimi fa fare passi da gigante, ogni mestiere è alla portata di tutti, non ci sono limiti se non quelli che mettiamo noi stessi… ogni professione è fattibile, anche quelle impensabili per un sordo: ci sono casi di logopediste o audioprotesiste.
Questi e molti altri casi devono essere di incoraggiamento ai genitori di bambini non udenti per dare forza e speranza. Speranza che anche i loro bambini sono “normali” perchè, detto da una normoudente, la normalità non esiste.

Claudia