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Sport e disabilità

L’AUSL di Parma ha presentato un progetto di collaborazione con il comitato paraolimpico: un nuovo sportello è attivo da gennaio dedicato allo “sport e disabili” alla Casa della Salute in viale Fratti per incentivare la pratica sportiva di bambini e giovani con disponibilità.

In tal proposito, sempre dedicato ai ragazzi, su BERGAMO NEWS un’interessante intervista di Ilaria Galbusera, capitano della Nazionale femminile di pallavolo sorde che verrà insignita della Medaglia dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana dal presidente Mattarella.

Leggendo l’intervista si fa riferimento ad un’interessante iniziativa del “Champions Camp 2019“. Si tratta di una serie di campi estivi sportivi di integrazione per ragazzi udenti e sordi dai 7 ai 17 anni, campi estivi molto importanti perché vengono garantite tutte le esigenze dei ragazzi sordi.

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Essere sordo non significa gesticolare

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Abbiamo da poco letto una lettera Francesca, una lettrice del Giornale di Brescia, che scrive:

Vorrei rispondere alla signora che da questa rubrica ha invitato i sordi a usare i segni rivolgendomi direttamente a lei. Gentile signora, sono una donna sorda oralista nata nel 1980. Per legge non esiste più da svariati anni il termine sordomuto perché chi è nato sordo negli ultimi 40 anni ha potuto accedere ai progressi tecnologici (protesi sempre più sofisticate, impianti cocleari), diagnostici (diagnosi precoce nel bambino) e riabilitativi (tecniche di logopedia e musicoterapia): il sordo una volta era muto perché non poteva in nessun modo accedere al mondo dei suoni e, quindi, non poteva apprendere il linguaggio parlato che avviene per imitazione. La LIS è uno strumento meraviglioso, che purtroppo non conosco, ma non è l’unico strumento e, anzi, i sordi oralisti sono molto più diffusi dei sordi segnanti e paradossalmente ancora più discriminati: chi segna viene visto e anche in qualche modo tristemente compatito (l’ignoranza è ben radicata), chi invece parla no, fa anzi la parte di persona distratta e maleducata («non puoi essere sordo, parli! Se non sei muto allora non è vero che sei sordo!»). Invece di esortare i sordi a segnare, io voglio esortare tutti a essere più empatici verso l’interlocutore: non possiamo sapere il bagaglio personale di una persona, cerchiamo quindi di essere sempre disponibili. Il che implica, per esempio, parlare sempre in modo chiaro, senza bofonchiare o biascicare. Io non ho nessun problema a riprendere il mio interlocutore, nemmeno se è uno sconosciuto: do rispetto ma lo esigo anche e, purtroppo, incontro troppo spesso persone che parlano in modo quasi incomprensibile, perfino nel settore sanitario e perfino da parte di operatori del settore che ben dovrebbero sapere come relazionarsi a un sordo. I ragazzi sordi sono i più soggetti a bullismo a scuola (anche io ne ho fatto triste esperienza) perché non viene loro perdonato di non aderire allo stereotipo ottocentesco del sordo che gesticola, possibilmente brutto e un poco ritardato. Le cose sono ben complicate: il fatto di essere di aspetto gradevole e magari di prendere buoni voti a scuola, crea un certo disorientamento perché, purtroppo, siamo tutti a parole per il riconoscimento delle pari dignità e diritti delle persone, ma di fronte alla disabilità scatta spesso un sentimento di timore e rifiuto. Sembra che inconsciamente si accetti la disabilità purché il disabile se ne stia buono in uno spazio di dipendenza dal normo dotato e non entri in competzione con lui. Pensi che a me, ancor oggi, capita in continuazione di sentirmi dire, come se fosse un complimento, «non si direbbe che sei sorda, sei così bella, parli così bene, sei architetto». Cerchiamo quindi di aprire la mente e capire che, così come non ci sono solo i ciechi ma anche gli ipovedenti (e anche loro, quante spiegazioni devono dare agli ignoranti!), parimenti la maggioranza dei sordi è invisibile perché parla perfettamente grazie a sacrifici, logopedia e tempo impiegato in età infantile a educare la voce. I sordi oralisti, proprio perché si confondono coi normoudenti, se non rispondono al cliché sopra citato vengono tacciati di mentire: io sono stata più volte accusata di non essere sorda, di inventarmelo, perché non si vedeva il mio handicap. Non è una cosa che capita solo a me, ma è diffusa tra tutti i sordi oralisti: dobbiamo continuamente combattere contro gli stereotipi e ottenere ragione del proprio stato. Eppure basterebbe semplicemente che l’interlocutore parlasse mostrando la bocca senza dare le spalle e senza sparare a macchinetta le parole a ritmi eccessivi. Io rivendico anche per i sordi oralisti il diritto a essere visti, riconosciuti. Rivendico il diritto all’accessibilità piena alla comunicazione, per tutti, perché tutti sanno leggere ma pochi conoscono la LIS. Rivendico il diritto ai sottotitoli al cinema (io non posso andare al cinema con mio figlio o con gli amici perché passerei due ore a sentire suoni senza senso), sottotitoli alla televisione (non posso guardare nulla alla tele perché i sottotitoli sono praticamente inesistenti), tabelloni e monitor aggiornati in tempo reale nelle stazioni, aeroporti, sale di attesa; rivendico la presenza di stenotipia o sottotitolazione in tempo reale alle conferenze, rivendico audioguide nei musei che si colleghino al bluetooth dei moderni apparecchi acustici o la loro trascrizione gratuita per i sordi. Rivendico il diritto di tutti di poter accedere a ogni informazione e ogni spazio della cultura e della socialità: questo non è possibile ghettizzando. Si ghettizza, anche involontariamente, impedendo a determinate categorie di accedere a contenuti e, al proposito, ricordo che vi sono vari tipi di sordità, compresi quelle che insorgono in età adulta, oppure c’è chi non sente i suoni gravi, chi ha perso gli acuti. Senza nulla togliere al valore della LIS, ritengo azzardato proporla come soluzione. Io propongo invece una molteplicità di strategie che abbiano come obiettivo quello di non escludere nessuno dalla socialità, dalla cultura, dalla informazione. I sostenitori della LIS farebbero ai sordi un servizio davvero pessimo se si battessero esclusivamente per creare canali che escludono chi la LIS non la conosce. La vera meta da raggiungere è l’inclusione di tutti. Aggiungere divisioni non va bene.

Francesca F.
Gussago

La nostra Associazione sposa esattamente questa politica… NON ESCLUDERE NESSUNO!
Non è pro o contro LIS, ognuno fa le proprie scelte e dobbiamo essere compatti perchè esistono tante realtà diverse e tante soluzioni, non soltanto una.

 

FONTE: www.giornaledibrescia.it

 

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Su RaiTRE si parla di udito!

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A “Mi Manda RaiTre” hanno parlato di perdita di udito, in particolare di apparecchi acustici e di quanto sta peggiorando la situazione dell’udito su tutta a popolazione. Vediamo alcuni dati:
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È quindi fondamentale farsi controllare l’udito e tenere monitorata la situazione. Ovviamente esistono moltissimi tipi di apparecchi, a seconda del tipo di sordità. Il problema fondamentale è che poco si parla di sordità, anche se negli ultimi anni fortunatamente sempre di più…
NON ABBASSIAMO LA GUARDIA! L’importante è che se ne parli!

Potete rivedere il servizio qui al minuto 36,30 comincia il servizio.

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A Libera

di marco liberaIn questi giorni improvvisamente ha lasciato questa vita terrena la nostra Consigliera e co-fondatrice dell’Associazione SENTO, Libera Antonietta Di Marco.

Libera più di tutti noi incarnava l’essenza della nostra associazione, infatti era sorda con due impianti cocleari. Abbiamo conosciuto una donna che ha fortemente voluto e creduto nella nascita di questa associazione, pragmatica, decisa, che spesso ci richiamava a guardarla in faccia mentre parlavamo (anche noi udenti frequentemente dimentichiamo che i nostri interlocutori, pur se portatori d’impianto cocleare, necessitano di avvertenze particolari nella comunicazione verbale), perché lei voleva sentire e capire, perché questo era un suo diritto e lei lo esigeva.

Libera è sempre stata presente ai nostri Consigli, ha sempre dato il suo contributo alla discussione e alle scelte, era una persona preziosa.

Non so se adesso ci senti carissima Libera Antonietta, ma se così è, vorrei dirti che ci mancherai e che noi cercheremo, sempre più, di andare avanti anche nel tuo nome.

Vorrei ricordarti con il dono più prezioso che ci hai lasciato, le parole con le quali avevi descritto la tua “rinascita” uditiva con l’impianto cocleare:

“… Ho ricominciato a sentire il cinguettio degli uccelli, lo scroscio dell’acqua, il rumore della pioggia. E potrei continuare all’infinito…”

In quell’ ”Infinito” che ora ti accoglie ti mandiamo il nostro saluto.
Arrivederci  Libera

Michele e tutto il Consiglio Direttivo

 

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Davide Santacolomba: alcune informazioni prima di conoscerlo

DAVIDE SANTACOLOMBA_PIANO

Davide Santacolomba è un ragazzo palermitano di trent’anni. È stato ammesso dopo una durissima selezione ad un master di perfezionamento a Lugano, in Svizzera e i suoi concerti sono seguitissimi in Italia. Riesce solo a “percepire i suoni”, ma con un Impianto Cocleare ora può amplificarli. “Ogni volta che ne scopro uno sono incredulo“.

È straordinario che Davide abbia cominciato a parlare da subito e discretamente bene. “Con la mia sordità dovrei parlare molto male e in maniera un po’ piatta, invece ho comunque avuto subito una buona intonazione”, spiega. Per la musica, il discorso è diverso. “Esistono ciechi che suonano e che con la loro visione immaginaria del proprio strumento, con un tatto ed un udito molto sviluppato riescono a suonare, ma esistono davvero pochissimi musicistisordi. Io un pianista sordo non l’ho ancora conosciuto”, sorride.
Cinque anni fa a Davide hanno fatto un Impianto Cocleare, che gli permette di percepire meglio i suoni e amplificarli. “Ogni volta che scopro un suono nuovo sono stupito, felice e incredulo. Un esempio? Lo scontro dei calici per un brindisi. Ma anche il mare, i gabbiani, il rumore delle foglie calpestate. Ho scoperto che le donne, spesso, hanno un tono di voce molto alto”, ride. La difficoltà più grande è la percezione dei suoni acuti. Per comporre la sua musica, così, Davide studia le note nella parte bassa del pianoforte (quella più grave), per poi ricostruirle nella parte acuta. “Ho recuperato due ottave sopra il do centrale e ne riesco a capire intonazione e intensità, ma salendo ancora di frequenza è tutto molto indefinito”.

SANTACOLOMBA_ BIODavide compone musica autonomamente e si impegna in concerti seguitissimi in tutta Italia. Un’occasione unica anche quella di Parma, il 29 settembre 2018 all’Auditorium Paganini. Ci sono tutte le premesse per un Sold Out, speriamo ci sia posto per tutti.

La musica è un mondo difficile: “Siamo artigiani che mirano alla perfezione delle forme, dei contadini che lavorano sodo per mantenere le loro serre”, spiega. Il suo sogno, comunque, è quello di diventare un concertista di musica classica. “Come mi immagino tra dieci anni? Con un pianoforte – sorride –, in giro per i teatri di tutto il mondo”.
Ingresso libero con prenotazione a verdioff@teatroregioparma.it

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Concerto di Davide Santacolomba: un’occasione da non perdere!

Davide Santacolomba_videoPlayUn’artista unico, musicista affermato nel panorama internazionale, per la prima volta a Parma in Concerto, all’interno della rassegna Verdi Off – Festival Verdi.

“CERVELLO, UDITO E MUSICA”
Auditorium Niccolò Paganini
sabato 29 settembre 2018, ore 19.00

Non perdete quest’occasione, affrettati a prenotare, i posti sono limitati!
Ingresso libero con prenotazione a verdioff@teatroregioparma.it

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“Se vuoi fare qualcosa non esistono limiti”

Davide Santacolomba_IGT_Play

Una storia bellissima e commovente, un messaggio profondo che vuol far sentire al mondo intero, musicista unico:
Davide Santacolomba, pianista che suona col cuore💙

La sua storia: Palermitano, trentenne con ipoacusia grave neurosensoriale bilaterale diagnosticata a 8 anni, ha cominciato il suo percorso musicale per poi iscriversi a 13 anni al conservatorio… il resto scopriamolo insieme!

Una magia da non perdere in un concerto, un’occasione unica, in collaborazione con l’evento collaterale del Festival Verdi, Verdi OFF e a cura dell’Associazione SENTO in collaborazione con ASI

Auditorium Niccolò Paganini
sabato 29 settembre 2018, ore 19.00
CERVELLO, UDITO E MUSICA

Un professionista unico, un concerto benefico a favore della ricerca sulla sordità.
Ingresso libero con prenotazione a verdioff@teatroregioparma.it